Magenta è una cittadina molto conosciuta in Italia per una battaglia che avvenne proprio in questa città, per l’indipendenza italiana, nel 1859. Molto meno conosciute, e forse quasi ignote sono Mesero e Pontenuovo (quest’ultima è una frazione della stessa cittadina di Magenta)… ma, pur essendo posti così poco noti, da sabato 14 maggio a lunedì 16 si sono colmate di visitatori…e c’è da aspettarsi che ne abbiano ancora molti in questo anno.

Come mai? C’è stata la presenza di qualche personaggio famoso o -cosa che attira sempre gli italiani- qualche fiera culinaria? No, niente di tutto questo. Ad attirare le centinaia di persone che sono state in queste cittadine è stata una santa! E sì! Perché, anche se la società attuale sembra voler rifiutare Cristo, in realtà ancora oggi, i santi con il loro esempio di vita, sono coloro che più colpiscono le persone. La santa di cui stiamo parlando disse in una sua conferenza: «Dobbiamo, col profumo della santità, attirare le anime a Gesù». Queste parole sono di santa Gianna Beretta Molla. È lei la persona che col profumo della sua santità ha attirato tanta gente in questi luoghi del nord Italia, dove si trova anche una nostra comunità.

Noi Servidoras abbiamo l’onore di trovarci qui a Pontenuovo, proprio in uno dei “luoghi di santa Gianna” (è il paesino dove lei ha vissuto da sposata con suo marito e i suoi figli), poiché, nel 2017, ci è stata affidata la missione di cercare di diffondere il culto a questa santa e il “messaggio” da lei lasciato. Per chi non la conoscesse, santa Gianna, è, per così dire, una “santa dei nostri tempi”, nel senso che è vissuta nel XX secolo e i suoi figli sono ancora vivi; è stata sposa, madre di 4 figli e medico; sin da giovanissima, impegnata nell’apostolato con l’Azione Cattolica, la San Vincenzo e il volontariato personale, sempre nutrita da una profonda interiorità eucaristica e mariana. Morì a 39 anni, scegliendo di non abortire, pur avendo un fibroma all’utero, donando la vita per dare la vita alla sua ultima figlia. Per questo viene riconosciuta come un esempio concreto nella salvaguardia della vita e nella difesa della sua altissima dignità, e, per tal motivo, è Patrona di molte associazioni pro-vita.
Quest’anno viene celebrata una ricorrenza speciale a suo riguardo: festeggiamo il Centenario della sua nascita terrena, avvenuta il 4 ottobre 1922. Magenta, Pontenuovo e Mesero sono i luoghi dove santa Gianna è nata, ha vissuto, ha lavorato, si è santificata. Per questo in tali luoghi questo giubileo verrà celebrato in modo particolare.
Per questo anno speciale, la Santa Chiesa ha concesso la grazia di aprire ben quattro Porte Sante, dove, per tutto l’anno, si potrà anche acquisire l’indulgenza plenaria: nel Santuario di Mesero, nella Basilica di Magenta, nella chiesetta di Pontenuovo -di cui scriveremo più avanti-, e nella Parrocchia di Trezzano, prima chiesa intitolata a lei.

Per l’evento eccezionale dell’apertura delle Porte Sante abbiamo avuto la presenza del cardinal Angelo Bagnasco (ex presidente della Conferenza Episcopale Italiana) e di alcuni Vescovi, oltre che di tutti i sacerdoti della Comunità Pastorale.
A Mesero e Magenta le Porte Sante sono state aperte dal Cardinal Bagnasco; nella sua splendida omelia il cardinale ricorda che «nella luce di Gesù, Santa Gianna Beretta Molla vedeva nella vita, in ogni vita umana, la mano del Creatore e un regalo per l’umanità intera […]. Credeva fermamente che la persona è unica e irripetibile, ma non si realizza in modo isolato, bensì nella rete benefica e provvidenziale di relazioni dedite fino al sacrificio». Questo aspetto sottolineato dal cardinal Bagnasco è uno dei principali messaggi di santa Gianna che vorremmo far giungere a quante più anime, specialmente a coloro che, per vari motivi, non riescono a vedere la vita come un dono di Dio. L’altro messaggio che desideriamo propagare, sull’esempio di questa santa, è che si può essere santi in qualsiasi stato di vita, consacrati o sposati -come lo è stata lei-, perché Cristo chiama tutti noi battezzati alla perfezione della carità.

Giungiamo ora alla serata di lunedì 16: l’apertura della Porta Santa tocca a Pontenuovo, che è la frazione dove viviamo noi suore. Qui a Pontenuovo, come abbiamo scritto sopra, santa Gianna è vissuta da sposa e madre; c’è una chiesetta dedicata alla Madonna del Buon Consiglio, che si trova a circa 100 metri da casa nostra, ed accanto a quella che era la casa sponsale della santa; in questa chiesetta, molto piccola, ma molto bella, la santa andava a pregare ogni giorno, ha battezzato i suoi 4 figli ed è stato celebrato il suo funerale; infatti, per le ridotte dimensioni della chiesa, la maggior parte delle persone assistette al rito funebre dalla strada antistante, ricolma di gente per quell’occasione.
La sistemazione della chiesetta del Buon Consiglio per l’Apertura della Porta Santa è toccata a noi. Abbiamo cercato di abbellire la porta il più possibile (tende di velluto rosso, fiori, ecc.), affinché le persone, passando, si rendano conto che, quest’anno, qui succede qualcosa di speciale: passando per questa porta, se siamo ben disposti, Cristo, nella sua misericordia, ci può concedere il perdono dei nostri peccati! Veramente il Signore non lascia passare nessuna occasione per farci guadagnare il Paradiso!

Infine vogliamo ricordare altre parole del cardinal Bagnasco nella sua omelia: «Ogni gesto d’amore, di servizio, di nobiltà, di sacrificio deve sgorgare da Dio che è in noi, affinché sia un atto “cristico”, cioè di Cristo, che continua attraverso di noi l’opera della salvezza […]. Non basta fare il bene se lo scopo è essere ammirati dal mondo, poiché il mondo non può dare il senso della vita, ma solo l’Eterno […]. Il bene chiede di essere fatto nel segno della gratuità, non dell’interesse individuale. Santa Gianna ha dato la vita per dare la vita al frutto del suo grembo: non c’è amore più grande, ricorda il Signore, di quello di dare la vita per coloro che amiamo». Queste frasi del cardinale possono servire tanto anche a noi consacrate: dobbiamo sempre cercare di essere mezzo affinché Cristo continui attraverso di noi l’opera della salvezza; dobbiamo saper dare la vita ogni giorno per le anime che Cristo Stesso ci ha affidato.

Pregate per i frutti di questo anno centenario, affinché possiamo aiutare quante più anime attraverso l’esempio e il messaggio di santa Gianna, e preghiamo sempre le une per le altre affinché tutte noi Servidoras possiamo essere capaci di dare la vita per amore di Gesù.
Uniti nella preghiera, e viva la mision!
Maria della Pace




