Por: Sem. Juan Cruz Ferrari, IVE

 

Come tutti sappiamo e abbiamo sperimentato, il periodo di esami nel Seminario è uno dei momenti più duri e faticosi, ma allo stesso tempo è un periodo carico di buono spirito è un’occasione grande di crescita.

Quest’anno padre Tomás Bonello ha voluto che si festeggiasse la fine del periodo di esami portando i seminaristi a Segni, la “nostra Galilea”, a trascorrere una giornata intera con i novizi condividendo un’uscita in montagna.

I seminaristi sono arrivati la sera del giovedì 5 febbraio al Noviziato per condividere la pizza preparata dai novizi. Per noi riceverli è stato una buona occasione per poter in qualche modo ripagare tutto ciò che il seminario fa per noi ogni volta che andiamo a Montefiascone, oltre ad essere una grande occasione affinché i novizi possano parlare, conoscere e gustare in anticipo l’ambiente di vera amicizia e fraternità che c’è tra i seminaristi. È molto consolante pensare al fatto che siamo riuniti per seguire uno stesso ideale, -ossia seguire Cristo vittima e per diventare altre vittime insieme a Lui- e pensare che quanto più grande e sublime è l’ideale -e non c’è ideale più grande di questo- tanto più sarà profonda e sincera l’amicizia che intercorre tra noi seminaristi. Un motivo di grande gioia durante la cena per tutti noi è stato, oltre alla pizza naturalmente, l’annuncio delle date di ordinazioni sacerdotali dei nostri diaconi.
Dopo la cena c’è stato un piccolo momento di eutrapelia che però si è concluso subito dato che il giorno dopo ci aspettava una giornata lunga.

Venerdì la sveglia è suonata alle 7:00 del mattino; dopo la corsa generale di tutti i seminaristi per tutti i piani del noviziato, abbiamo recitato le lodi in refettorio e fatto colazione.

Verso le 8:30 siamo partiti verso la montagna, perché l’obbiettivo della mattinata era salire il Monte Lupone, una cima di 1378m che si trova vicino a Segni. Dopo una camminata di  circa due ore, sotto un sole splendente e un cielo diafano, i seminaristi insieme ad alcuni sacerdoti sono giunti alla vetta, dove, come è solito fare nelle nostre uscite, abbiamo celebrato la S. Messa presieduta da P. Tomás insieme a P. Jesus e P. Daniel Cima, che ha predicato sulle prime letture di quella settimana che parlavano del re Davide, sottolineando specialmente la contrizione del cuore espressa in alcuni dei suoi salmi.

Finita la dura camminata, a Praticella, una casa in campagna di un nostro caro Terziario e benefattore, c’era ad aspettare il loro arrivo un grande «asado», offerto dai padri missionari in Russia, e cucinato dal seminarista José Agustin, grande «asador» di esperienza vissuta non solo in architettura ma anche con le griglie.

Finito il pranzo, un gruppo è rimasto un pochino di tempo in più nella casa in campagna mentre un altro gruppo è andato a giocare a calcio, anche questo punto fisso delle nostre feste.

Dopo lo bellissima giornata trascorsa in montagna, una volta rientrati alla base, siamo andati a pregare il Santo Rosario ed i Vespri alla chiesetta del Gesù, dove si trova un quadro miracoloso della Madonna Addolorata, molto cara a tutta la popolazione segnina e anche a noi dell’Istituto, perché come sappiamo la Vergine Addolorata è stata sempre presente fin dall’inizio dell’Istituto.

Dopo questo momento di preghiera, i seminaristi sono venuti a cenare di nuovo al noviziato per poi ripartire per tornare al Seminario di Montefiascone.

Vogliamo ringraziare Dio per tutte le grazie che ci ha concesso in questi giorni, per le delicatezze che ha per i suoi eletti, ricordando queste sue parole: “chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto in questa vita e la vita eterna” (Mt 19,29); ringraziamo anche la nostra cara Madre celeste, Maria Santissima, e affidiamo a Lei i frutti di questo nuovo semestre che sta per iniziare, chiedendole la grazia di avere sempre una conoscenza più profonda di suo Figlio Gesù, il quale “cresceva in sapienza, età e grazia” (Lc 2,52).

Seminarista Juan Cruz Ferrari,

assistente presso il noviziato «Beato Pier Giorgio Frassati»