Por: Novizio Alberto Spedicato, IVE

 

Il “Noviziato Piergiorgio Frassati” si è ingrandito, nuovi membri hanno preso posto nelle camere, nuove sedie si sono aggiunte nel refettorio, e nuove anime oranti si sono unite alla preghiera. Maria Santissima ha interceduto alle nostre impetrazioni. I nuovi postulanti, Daniele e Fabio, italiani, si sono stabiliti per Grazia di Dio nella nostra Famiglia Religiosa. A ringraziamento di questo dono immenso[1], il nostro maestro di novizi ci ha invitati a contraccambiare con due visite alla nostra tenera Madre e Patrona, nella Città Eterna, Roma, per compiere la promessa a Lei fatta di offrire un pellegrinaggio ad un luogo mariano per ogni nuova vocazione che arriverà presso la nostra casa. Le due mete di pellegrinaggio: la Vergine della Rivelazione, in ringraziamento speciale per la vocazione di Daniele; Santa Maria Maggiore, in ringraziamento speciale per la vocazione di Fabio.

Il noviziato si sveglia alle sei, come da orario usuale. Alle ore sette, prima di partire, tutti i membri si sono riuniti di fronte al quadro della Vergine Addolorata del Padre Rodrigo Miranda. P. Jesus ha guidato una preghiera, nella quale tutti i membri del noviziato, le loro particolari intenzioni e le loro famiglie sono stati affidati nelle mani della Madonna facendo particolare affidamento dei nodi più grandi di ciascuno[2].

Il viaggio verso Roma è stato scandito dalla preghiera delle Lodi e, successivamente, dalla prima recita del Santo Rosario, con la contemplazione dei Misteri Gaudiosi.

La prima meta, il Complesso Abbaziale delle Tre Fontane, ha aperto il cuore al ricordo del Martirio di San Paolo, il grande apostolo di Cristo. Durante la visita del magnifico monastero dei monaci Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti), abbiamo conosciuto Alessandro e Mauro, dipendenti laici al servizio della struttura, i quali ci hanno aperto alla disponibilità di ospitare il noviziato per la settimana delle Costituzioni. È stata effettuata la visita delle tre chiese che formano il Complesso: la Chiesa del Monastero dei Santi Vincenzo e Anastasio, tipica architettura cistercense; seguita dalla Chiesa di Santa Maria Scala Coeli, ospitante il memoriale dei 10.203 martiri paleocristiani; fino alla Chiesa del Martirio di San Paolo, nella quale è custodita la colonna usata per la decapitazione del santo, e le tre fontane sorte dai rimbalzi della sua testa. A seguire, è stata raggiunto il Santuario della Vergine della Rivelazione, nel quale si ricorda la recente apparizione di Maria Santissima al veggente Bruno Cornacchiola (1947). In questo luogo, i novizi ed i postulanti hanno rivolto un ricordo della promessa fatta all’inizio del cammino del noviziato alla Vergine Addolorata, questa volta indirizzata alla Vergine delle Tre Fontane, con particolare accento sul ringraziamento della vocazione di Daniele.

La meta successiva, la Basilica di San Paolo Fuori le Mura, scandita questa volta a passo d’uomo, ha concesso di assumere uno spirito più raccolto, di recitare la seconda coroncina del Santo Rosario, nella quale si sono contemplati i Misteri Dolorosi, e di approfittare del cammino per costruire lo spirito di Comunità Fraterna[3]. All’arrivo presso San Paolo Fuori le Mura, il gruppo ha rivolto una profonda preghiera davanti alla tomba di San Paolo ed alla reliquia delle catene che lo tenevano “prigioniero nel Signore”[4].

Giunta l’ora del pranzo, i panini preparati la sera prima sono venuti in soccorso dei pellegrini, i quali hanno approfittato del momento conviviale per alimentare il buono spirito[5].

Alla conclusione del pranzo, è stata presa la direzione per la Basilica di Santa Maria Maggiore. Il percorso di 5,2 km è stato accompagnato dalla recita del terzo Santo Rosario, nel quale si sono contemplati i Misteri Luminosi. Questa volta sono stati aggiunti i canti mariani alla conclusione di ciascun mistero, utilizzati per dimostrare maggior affetto a Maria Santissima, per accrescere la nostra devozione alla Vergine e per manifestare più efficacemente la regalità di Maria per le strade di Roma, illuminando le strade con il nostro filiale amore e con la luce del suo Santissimo nome[6].

Giunti a metà strada, le strade iniziano a dividersi, il novizio Alberto si reca ad un importante incontro con il relatore della sua tesi, mentre il resto del gruppo continua il percorso verso la Basilica. Passando per il Colosseo, è stata raggiunta la Basilica di Santa Maria Maggiore, nella quale è stata venerata la Santa Reliquia della Culla di Nostro Signore, e successivamente è stata devotamente affidata la vocazione di Fabio e la sua perseveranza.

In seguito, i novizi hanno raggiunto la Basilica di Santa Prassede, nella quale è custodita la Colonna della Flagellazione di Nostro Signore.

Il gruppo ha poi raggiunto la Basilica di San Pietro in Vaticano, il monumento più importante della Chiesa Romana Cattolica, la casa della cristianità. Qui il gruppo ha rivolto preghiere e intercessioni al Padre Spirituale dell’Istituto del Verbo Incarnato, San Giovanni Paolo Magno, presso al cui tomba si sono soffermati in orazione.

A conclusione della visita della Basilica Vaticana, è stata raggiunta la Chiesa del Santo Spirito in Sassia, nella quale era in atto l’Adorazione al Santissimo Sacramento e la preghiera dei Vespri con tutta la comunità. Dopo la Benedizione Eucaristica, ha avuto luogo la celebrazione della Santa Messa. La chiesa, ospitante una particolare devozione alla Divina Misericordia ha permesso di rivolgere intercessioni a Santa Faustina Kowalska, della quale ogni membro del noviziato ha ricevuto una reliquia.

Il gruppo ha poi fatto ritorno al Noviziato, approfittando del viaggio di ritorno per riprendere le energie e per vivere l’allegria in comunità[7], come afferma il Siracide: “La gioia del cuore è vita per l’uomo, l’allegria di un uomo è lunga vita.” (Sir 30,22).

Durante questo pellegrinaggio, si sono rispettati i principi generali che descrivono la nostra Famiglia Religiosa[8], in particolare la devozione alle tre cose bianche della Chiesa: L’Eucaristia, la Santissima Vergine Maria e il Papa[9]; tenendo sempre fisso il fine ultimo della nostra vocazione, “fare tutto per la gloria di Dio” (1 Cor 10, 31)[10].

*** AMDG ***

Novizio Alberto Spedicato

 

[1] Cfr. Costituzioni e Direttorio di Spiritualità, IVE, Parte V, Cap. 2, Art. 3, p. 73-74

[2] Cfr. Ivi, Parte IV, Art. 5, p. 57-60

[3] Sal 133, 1

[4] Ef 3,1; 4,1; File 1; 9

[5] Cfr. Costituzioni e Direttorio di Spiritualità, IVE, Parte V, Cap. 1, Art. 1, n. 90, p. 63; Cap. 4, Art. 1, p. 79

[6] Costituzioni e Direttorio di Spiritualità, IVE, Parte IV, Art. 5, p. 57-60; Parte V, Cap. 4, Art. 3, p. 92-93

[7] Ivi, Parte III, n. 42, 43, p. 41

[8] Ivi, Parte VII, Cap. 1, Art. 2, n. 208

[9] Ivi, Parte I, n. 12

[10] Ibid