Por: P. Giuseppe Calvano, IVE

 

Quando è uscito il decreto che vietava le Sante Messe con il popolo, noi missionari (sacerdoti e suore), qui, a Torino, ci siamo rimboccati le maniche e con i vari decreti alla mano abbiamo constatato cosa fosse concesso fare e cosa no. Per nostro conforto e gioia, il decreto del Vescovo asseriva che non si poteva negare la comunione e la confessione a chi le chiedeva.

E così abbiamo fatto: ogni giorno distribuivamo la comunione e confessavamo in entrambe le parrocchie a noi affidate, stando il più vicino possibile ai nostri parrocchiani, affinché non si sentissero abbandonati dalla Chiesa e dai suoi pastori.

Alcuni fedeli hanno anche manifestato il forte desiderio di pregare tutti insieme il rosario dai balconi e così, installando un potente impianto audio, abbiamo animato il rosario e la coroncina della divina Misericordia, ogni domenica.  Le Avemarie risuonavano per tutto il quartiere, tanto che molte persone che camminavano nei paraggi si sono avvicinate anche solo per curiosità e da allora frequentano la parrocchia. Nel periodo della Quaresima abbiamo usato questo sistema anche per il via crucis del venerdì.

Per i giorni feriali, invece, accompagnavamo i parrocchiani con le dirette Facebook della sera dove, davanti il Santissimo esposto, pregavamo la coroncina della divina Misericordia e il Rosario, poi a seguire benedizione eucaristica con la Buona Notte (le quali avevano tutte come tema la bellezza e l’efficacia della preghiera del rosario).

Con questo mezzo di comunicazione abbiamo ampliato la cerchia dei nostri fedeli, ci seguivano non solo da Torino, ma da tutta Italia e anche dall’estero (Stati Uniti, Lussemburgo). Molti hanno ringraziato per aver fatto entrare un pezzettino di cielo nelle loro case.

Per tutti questi e altri benefici che sapremo solo in cielo, ringraziamo Dio.

P. Giuseppe Calvano, IVE